Per quanto possa sembrare strano o inusuale, esistono piante in grado di fare da barriera difensiva alla diffusione di alcuni tra i peggiori inquinanti conosciuti: il caso della Vicia sativa, presentato oggi, è un esempio di quanto la natura possa essere efficace.
Per ottenere i migliori risultati è necessario fare uno studio molto approfondito delle caratteristiche dell’area, oltre che del tipo di contaminazione. Solo così possiamo avere la garanzia di sfruttare al meglio le caratteristiche delle piante utilizzate.
Il caso di oggi arriva dall’Algeria, un paese emblematico per almeno due motivi: il primo, si tratta di un paese in cui ancora si utilizzano prodotti chimici per l’agricoltura che in molte altre aree del pianeta sono stati bannati.
Il secondo, questo caso dimostra ancora una volta come la soluzione ai problemi più complessi si può trovare nelle risorse locali, che sono già a disposizione del territorio.
Qualche volta, basta uno “spostamento” di alcune risorse nei luoghi in cui servono, per ottenere ottimi risultati.
Andiamo ora a scoprire perché questa soluzione merita interesse e, soprattutto, che implicazioni può avere anche in ottica futura, con particolare riguardo alla diffusione di prodotti chimici anche per scopi diversi dall’agricoltura (vedi militari).

Vicia sativa: Una Pianta Storica
La pianta di Vicia sativa (anche nota come veccia comune) appartiene alla famiglia delle Fabaceae ed ha una lunga storia di piantumazione e di utilizzo.
Infatti, già ai tempi degli antichi Romani si hanno fonti che riferiscono dell’uso di questa pianta, considerata un buon foraggio per gli animali. Addirittura, ci sono prove che ne datano l’uso fin dai tempi del neolitico.
Si tratta di una pianta azotofissatrice, il che rappresenta un’ottima qualità per la cura e il ripristino del terreno. Anche per questa sua caratteristica ha potuto mantenere nel tempo la sua considerazione.
Considerando queste sue caratteristiche, non sorprende che la pianta di Vicia sativa possa nascondere altre proprietà interessanti. In particolare, ha dimostrato di poters trasformare in una vera “arma biologica” per combattere uno dei veleni ambientali più temibili, i PCBs (Policlorobifenili).

L’Inquinamento da PCBs
Senza entrare troppo nei dettagli, questi composti chimici hanno avuto un largo utilizzo nel passato. Ci sono alcuni casi particolarmente emblematici di inquinamento da PCBs nel mondo, uno in particolare proprio in Italia: il caso della Caffaro Chimica di Brescia.
Ora i PCBs sono vietati all’interno della Comunità Europea, tuttavia molti materiali, di varia provenienza (come fanghi di depurazione, alcuni fertilizzanti, oltre ai processi di combustione, tanto dell’industria pesante quanto di ogni altro tipo, che li producono) ancora ne contengono.
Queso rende ragione di avere un atteggiamento molto prudente in generale, anche quando ci si trova di fronte a sostanze vietate per legge: la normativa, infatti, non rappresenta una garanzia che questi composti non possano essere trovati sul territorio.
Ci sono poi paesi, come l’Algeria, in cui la presenza di queste sostanze si fa sentire in tutta la sua problematicità, considerando che si tratta di composti cancerogeni ed estremamente pericolosi per ambiente e salute.

Vicia e Avena a Confronto
Il caso dell’Algeria è molto interessante perché nel paese ci sono alcune zone caratterizzate da una elevata contaminazione da PCBs: la cosa più interessante, tuttavia, è il fatto che tale contaminazione data da molto tempo.
Questi composti hanno un alto potenziale di bioaccumulo, sono pericolosi anche nel caso di pochi e limitati sversamenti: nel caso di contaminazioni continue e prolungate, il problema è molto peggiore.
La situazione poi varia a seconda del luogo preciso dove ci si trova: infatti, la Vicia e l’Avena sono state portate in aree che presentavano caratteri diversi dal punto di vista della composizione e del grado di inquinamento del suolo.
Tali differenze spesso sono determinanti per il successo o il fallimento di un intervento con soluzioni naturali.

L’Importanza di Una Soluzione Unica
Vero è che a seconda delle caratteristiche del suolo è teoricamente possibile utilizzare piante diverse (lo stesso vale per eventuali microrganismi di appoggio), per favorire la degradazione o l’assorbimento dei PCBs dal suolo.
Tuttavia, se esistesse la possibilità di individuare una sola pianta in grado di dare risultati soddisfacenti anche in diverse condizioni di inquinamento, su diverse tipologie di suoli, ciò rappresenterebbe un grande passo avanti per la “cura” del pianeta dalla presenza di queste gravi minacce.
Per questo la Vicia è stata confrontata con l’Avena: entrambe altamente disponibili (cosa più importante per basare il tutto su soluzioni naturali locali) e, almeno in teoria, con simili caratteristiche nei confronti dell’inquinamento ambientale.
Va poi considerato il fatto che i PCBs sono molti e possono trovarsi in quantità variabile a livello del suolo. Questo aumenta il rischio di insuccesso per le soluzioni naturali, in quanto una pianta potrebbe essere selettiva per alcuni tipi di sostanze, ma non per altre.

L’Azione Rapida ed Efficace della Vicia sativa
Nel caso cui facciamo riferimento oggi, i PCBs nei confronti dei quali la soluzione ha dimostrato efficacia sono 7. In particolare, si tratta di PCB 28, 52, 101, 138, 153, 156 e 180.
Premesso che questi PCB erano sul suolo da molti anni, il tempo di osservazione per l’efficacia di queste piante risulta essere decisamente ridotto. E’ possibile ottenere un buon risultato a soli 90 giorni dall’applicazione, avendo cura di verificare che tutto proceda per il verso giusto anche prima.
Come accade quasi sempre, la concentrazione iniziale di PCBs conta molto, ai fini dell’efficacia della soluzione: in condizioni di inquinamento elevato la riduzione di tutti i PCBs in media è risultata essere del 56.7%.
Interessante notare che in presenza di livelli di inquinamento minori, definibili come “moderati”, l’efficacia dell’assorbimento da parte della Vicia sativa si attesta intorno a valori del 50%.
Questo vuol dire che la Vicia sativa, ancor più dell’Avena, che ha dimostrato una buona efficacia ma inferiore a quella della Vicia, ha un’azione di assorbimento ideale in presenza di determinate concentrazioni di PCBs.

L’Applicabilità della Vicia sativa per Contrastare i PCBs
Quando poi si va ad osservare il comportamento della Vicia sativa in presenza di aree meno contaminate, si nota un’azione inferiore, con un tasso di rimozione di circa il 24%.
Questo rappresenta una regola generale molto importante da ricordare, perché a seconda della concentrazione iniziale dei PCB presenti al suolo è possibile attendersi un maggiore o minore successo grazie all’applicazione della Vicia sativa.
Questa pianta ha dimostrato di essere particolarmente utile proprio nelle aree ad elevata contaminazione, quasi come misura di emergenza per intervenire subito e ridurre gli effetti che la contaminazione datata da lungo tempo può ancora determinare.
C’è poi da considerare che l’azione di questa pianta, soprattutto in presenza di basse concentrazioni inziali di PCBs, si indirizza soprattutto alla rimozione dei composti a catena corta.
E’ importante catalogare e sfruttare tutte queste osservazioni, al fine di ottenere il massimo dall’applicazione della Vicia sativa in presenza di contaminazione da PCBs di lunga data.

Dall’Algeria al Resto del Mondo
Ci sono molti paesi, non soltanto affacciati sul Mediterraneo, ma anche in Medio Oriente, che potrebbero beneficiare molto da questa proprietà di un’erba così diffusa.
Inoltre, il rischio chimico da composti clorurati è un paradigma di riferimento per moltissime altre categorie di inquinanti che, più o meno volontariamente, possono trovarsi sul territorio.
In un periodo storico in cui lo spettro delle guerre, al contrario di quanto la storia dovrebbe aver insegnato, ritorna in tutta la sua drammatica evidenza, è essenziale trasformare tutto ciò che abbiamo a disposizione sui territori in “armi” per difendere il pianeta e la qualità di vita delle persone.
La Vicia sativa, pianta oltre che millenaria, nasconde questa importante caratteristica ed è quindi doveroso utilizzarla per il meglio, proprio a partire dai luoghi più a rischio.
In parallelo, altre zone del mondo potranno sperimentare simili effetti con altre piante, in presenza di altri rischi, ma accomunati dal fatto che esistono già sul territorio le soluzioni ai problemi del presente e del futuro.

Il Ruolo delle Nuove Tecnologie e della Natura
Questa soluzione basata sulla Vicia sativa merita di diventare un campo di applicazione per nuovi algoritmi di intelligenza artificiale che, sulla base delle caratteristiche del suolo e della contaminazione, possano stimare la resa della pianta in senso di risanamento ambientale.
Non solo: grazie ad un sistema di attuatori attivabili autonomamente (con IA) oppure a distanza, da remoto, deve esserci la possibilità di aumentare le capacità della Vicia sativa in determinate condizioni.
Questo è teoricamente possibile grazie alla simbiosi tra la pianta e speciali microrganismi, che possono contribuire a ridurre i tempi di intervento e dunque di ripristinare la salute del suolo in modo tale da garantire il più veloce recupero delle attività connesse.
Una grande opportunità che apre il campo per tantissime nuove azioni ecologiche e naturali.

Conclusioni
La Vicia sativa ci insegna molto, prima di tutto che bisogna sfruttare le soluzioni già presenti sul territorio anche se “non c’è business”. Anzi, forse proprio per questo si possono ottenere i risultati migliori.
Senza la necessità di produrre ricchezza è più facile produrre salute e risanare il territorio seguendo i tempi della natura e così ottenere risultati che durano a lungo.
Il caso di oggi ha dimostrato ancora una volta che proprio nei paesi dove le difficoltà sono maggiori emergono soluzioni di grande valore, che tutti devono conoscere ed applicare.
Considerando poi che una soluzione come quella presentata oggi riesce a funzionare addirittura meglio in presenza di elevate quantità di inquinamento, c’è la possibilità concreta di disporre di un’arma biologica, finalmente davvero utile, per rendere il pianeta un posto migliore.






