ANPD: Quando la Natura Diventa una Protezione per il Territorio

Sono la prima rappresentazione pratica di come e quanto la natura possa diventare una vera e propria infrastruttura di protezione nei confronti delle acque superficiali, prima che queste possano diventare un rischio: sono le ANPD (Aree Naturali di Protezione Diffusa).

Si tratta di una infrastruttura naturale che si diffonde sul territorio per raggiungere, con il tempo, uno degli obiettivi più importanti e, forse, anche ambiziosi in materia di ecologia e ambiente.

L’obiettivo principale dichiarato è infatti quello di creare una rete di territori in grado di fare da filtro rallentante, assorbente e depurativo per le acque che corrono in superficie a seguito di piogge intense, esondazioni, alluvioni e alluvioni-lampo (le cosiddette “flash-floods”).

Quando queste aree naturali, inizialmente di ridotte dimensioni, cominceranno a unirsi le une alle altre, potranno cominciare a garantire una maggiore protezione da ogni rischio che il deflusso delle acque superficiali può rappresentare.

Un’infrastruttura già in construzione, esclusiva di Fabbrica Ambiente, che sta portando le ANPD sui territori a costo zero, per dimostrare lo straordinario valore che la natura già oggi ci mette a disposizione.

Purtroppo, non esiste una normativa specifica per gli interventi strutturali sugli elementi naturali, anche a grande distanza dai corsi d’acqua e questo è un vuoto da colmare. Le aree naturali di protezione diffusa, infatti, possono fare molto di più quando inserite in un adeguato contesto normativo.

Per questo c’è ancora tempo: adesso la cosa fondamentale è portare sul territorio queste aree così speciali e cominciare a dimostrare il valore che aumenterà con il passare dei mesi.

ANPD, ovvero Aree Naturali di Protezione Diffusa

ANPD: Quando la Natura si Fa Infrastruttura per la Protezione del Territorio

Ogni volta che una pioggia intensa provoca allagamenti, esondazioni o danni al territorio, la domanda che ci poniamo è quasi sempre la stessa: come possiamo proteggerci meglio?

Per decenni la risposta è stata affidata principalmente alle opere idrauliche tradizionali. Argini, canali, vasche di laminazione e sistemi di drenaggio hanno svolto e continuano a svolgere un ruolo fondamentale. Tuttavia, negli ultimi anni è emersa una consapevolezza sempre più chiara: il territorio stesso può diventare parte della soluzione.

La natura possiede infatti una straordinaria capacità di rallentare, trattenere, assorbire e filtrare l’acqua. Capacità che spesso viene sottovalutata o addirittura ignorata nella gestione del territorio.

Da questa idea nasce il progetto delle ANPD – Aree Naturali di Protezione Diffusa: un nuovo modello che punta a trasformare la natura in una vera e propria infrastruttura di sicurezza per le comunità.

La natura, grazie alle ANPD, può dare una mano ancora maggiore per la protezione dei territori - immagine Ramon Perucho @Pixabay
La natura, grazie alle ANPD, può dare una mano ancora maggiore per la protezione dei territori – immagine Ramon Perucho @Pixabay

Perché Oggi Abbiamo Bisogno di Nuove Soluzioni Contro Allagamenti ed Esondazioni

Negli ultimi anni molte aree del territorio italiano hanno sperimentato eventi meteorologici sempre più intensi.

Piogge concentrate in poche ore possono generare grandi quantità di acqua che scorrono rapidamente in superficie, alimentando allagamenti urbani, esondazioni dei corsi d’acqua, erosione del suolo e danni alle infrastrutture.

Il problema non riguarda soltanto i grandi fiumi.

Spesso anche piccoli fossi, canali, rii secondari e semplici superfici impermeabilizzate contribuiscono ad aumentare il rischio. In molti casi l’acqua arriva molto prima nei punti critici perché trova lungo il suo percorso pochi ostacoli naturali capaci di rallentarla.

Allo stesso tempo, il territorio ha progressivamente perso parte della propria capacità di assorbire e trattenere l’acqua.

Questo significa che una quota crescente delle precipitazioni si trasforma rapidamente in ruscellamento superficiale.

Per affrontare questa sfida è necessario affiancare alle infrastrutture tradizionali nuove forme di protezione diffusa, capaci di agire direttamente sul territorio.

Un esempio di zona umida naturale, luogo di elevato assorbimento delle acque superficiali - immagine Dani Egli @Pixabay
Un esempio di zona umida naturale, luogo di elevato assorbimento delle acque superficiali – immagine Dani Egli @Pixabay

La Natura Possiede Già gli Strumenti che Servono

Quando osserviamo un bosco, una zona umida o un’area naturale ben strutturata, stiamo osservando sistemi che da migliaia di anni gestiscono l’acqua in modo estremamente efficiente.

Le radici migliorano la struttura del suolo.

La vegetazione rallenta il flusso superficiale.

Le depressioni naturali accumulano temporaneamente l’acqua.

I microrganismi favoriscono processi di filtrazione e depurazione.

Gli ecosistemi naturali svolgono quindi funzioni che possono contribuire concretamente alla sicurezza del territorio.

Il problema è che queste funzioni spesso non vengono riconosciute come parte integrante delle strategie di prevenzione del rischio.

Le ANPD nascono proprio con l’obiettivo di valorizzare e organizzare queste capacità naturali, trasformandole in una rete di protezione distribuita sul territorio.

L'azione depurativa delle piante acquatiche è un valore aggiunto delle ANPD - immagine Andrée Pinard @Pixabay
L’azione depurativa delle piante acquatiche è un valore aggiunto delle ANPD – immagine Andrée Pinard @Pixabay

I 3 Momenti dell’Azione

Prima di passare all’analisi del principio – guida delle ANPD, è importante soffermarsi sul valore delle tre azioni da realizzare sul campo.

La prima azione è il rallentamento dell’acqua, perché la turbolenza del flusso, soprattutto per quanto riguarda la discesa dai pendii verso valle, rappresenta un alleato molto potente per i danni causati da alluvioni ed esondazioni.

La seconda azione è l’assorbimento dell’acqua, accompagnato da una buona capacità di ritenzione idrica: terrei sempre meno permeabili rendono difficile la gestione degli allagamenti e delle piene. Anche operazioni come il depaving (recuperare natura al posto di asfalto e cemento) non è garanzia di ottenere buoni risultati. Tutto dipende sempre dal come si realizzano questi interventi.

La terza azione è la depurazione dell’acqua, essenziale tanto per contenere il rischio ambientale quanto quelo sanitario. Un problema condiviso (e spesso non risolto) anche da svariate opere infrastrutturali, come le vasche di laminazione. E’ essenziale che un pool di elementi vegetali depurativi sia in loco per assorbire inquinanti, solidi dispersi, così come ogni altro potenziale agente di rischio presente.

La natura può fare molto di più per rallentare, assorbire e depurare l'acqua in caso di alluvione - immagine Andreas H @Pixabay
La natura può fare molto di più per rallentare, assorbire e depurare l’acqua in caso di alluvione – immagine Andreas H @Pixabay

Il Principio “Slow & Store”: Rallentare e Trattenere

Il cuore delle ANPD è racchiuso in due parole semplici:

Slow & Store.

Slow significa rallentare.

Store significa trattenere temporaneamente.

Quando l’acqua rallenta, diminuisce la sua capacità di generare danni e aumenta il tempo disponibile per l’assorbimento nel terreno.

Quando l’acqua viene trattenuta temporaneamente, il territorio riesce a gestire meglio i picchi di piena e i fenomeni di ruscellamento.

Questo approccio non richiede necessariamente grandi opere o trasformazioni radicali del paesaggio.

Molto spesso è possibile intervenire valorizzando elementi naturali già presenti o introducendo modifiche relativamente semplici, capaci però di migliorare significativamente il comportamento idrologico dell’area.

L’obiettivo non è bloccare l’acqua, ma gestirla in modo più intelligente.

La Phragmites australis, esempio di vegetazione per rallentare e anche depurare l'acqua nell'ambito di una ANPD - immagine Elstef @Pixabay
La Phragmites australis, esempio di vegetazione per rallentare e anche depurare l’acqua nell’ambito di una ANPD – immagine Elstef @Pixabay

L’Aggiunta della Depurazione

Nei progetti originali che, soprattutto nel mondo anglosassone, fanno capo al principio “slow & store”, l’aggiunta della depurazione nel contesto delle ANPD rappresenta un valore aggiunto.

Questo perché troppo spesso, fino ad oggi, si sono considerate in modo “separato” le azioni da intraprendere in caso di alluvione (più in generale di calamità naturale) e inquinamento diffuso, che è una delle più importanti conseguenza delle alluvioni, così come delle esondazioni, ma anche delle piogge intense.

Permettere al territorio di fare anche da “depuratore naturale” per acque che scorrono senza la possibilità di un controllo umano, è l’intervento più imemdiato e soprattutto efficace che si possa realizzare.

Gli elementi naturali, accuratamente selezionati e strategicamente piantumati, diventano una barriera sempre attiva tanto prima, quanto durante e dopo il passaggio delle acque in deflusso.

Ecco un esempio di ANPD, sul versante sinistro dell'immagine - immagine originale Fabbrica Ambiente
Ecco un esempio di ANPD, sul versante sinistro dell’immagine – immagine originale Fabbrica Ambiente

Che Cosa è una ANPD o Area Naturale di Protezione Diffusa

Una ANPD è un’area progettata per svolgere contemporaneamente diverse funzioni.

Può contribuire a:

  • rallentare il deflusso delle acque;
  • aumentare l’infiltrazione nel terreno;
  • trattenere temporaneamente l’acqua durante eventi intensi;
  • migliorare la qualità ambientale;
  • favorire la biodiversità;
  • supportare la resilienza del territorio.

Ogni ANPD è diversa perché ogni territorio è diverso.

Tuttavia, tutte condividono alcuni elementi fondamentali.

La presenza di vegetazione capace di aumentare la rugosità superficiale.

Zone che consentono un accumulo temporaneo dell’acqua.

Aree favorevoli all’infiltrazione.

Elementi naturali che contribuiscono alla filtrazione e alla depurazione.

Un sistema di monitoraggio che permette di osservare e migliorare progressivamente il funzionamento dell’area.

In questo modo la natura non viene semplicemente conservata, ma diventa una componente attiva della sicurezza territoriale.

Ovunque c'è la possibilità di realizzare una ANPD, anche lontano dai corsi d'acqua - immagine Peter H @Pixabay
Ovunque c’è la possibilità di realizzare una ANPD, anche lontano dai corsi d’acqua – immagine Peter H @Pixabay

Le ANPD Non Riguardano Solo i Fiumi

Uno degli aspetti più innovativi del modello ANPD è la sua applicabilità diffusa.

Molti interventi di prevenzione si concentrano esclusivamente lungo i corsi d’acqua principali.

Le ANPD adottano invece una prospettiva più ampia.

Ogni area che contribuisce alla formazione dei flussi superficiali può diventare parte della soluzione.

  • Terreni agricoli marginali
  • Parchi urbani
  • Aree verdi periurbane
  • Spazi inutilizzati
  • Zone soggette a ristagni o allagamenti
  • Piccoli corsi d’acqua spesso trascurati

Questa caratteristica rende il modello estremamente flessibile e adattabile a contesti molto diversi tra loro.

La protezione del territorio non viene più affidata soltanto a pochi punti strategici, ma distribuita in una rete diffusa di interventi naturali.

Queste infrastrutture naturali devono diffondersi sul territorio per aumentare al massimo il livello della protezione - immagine Wikiimages @Pixabay
Queste infrastrutture naturali devono diffondersi sul territorio per aumentare al massimo il livello della protezione – immagine Wikiimages @Pixabay

Una Rete Nazionale di Infrastrutture Naturali

Le ANPD non sono pensate come interventi isolati.

L’obiettivo è costruire progressivamente una rete di aree naturali capaci di collaborare tra loro e con le infrastrutture esistenti.

Ogni nuova area contribuisce ad aumentare la capacità complessiva del territorio di gestire l’acqua.

Ogni nuovo progetto produce conoscenze, dati ed esperienze utili per migliorare i successivi.

Attraverso il monitoraggio è possibile raccogliere informazioni sul comportamento delle aree, valutarne l’efficacia e sviluppare modelli sempre più avanzati.

In prospettiva, una rete nazionale di ANPD potrebbe rappresentare una nuova infrastruttura diffusa, capace di rafforzare la sicurezza territoriale, migliorare la qualità ambientale e valorizzare le risorse naturali locali.

Le risorse naturali hanno un valore molto più alto di quello normalmente attribuito - immagine Alain Audet @Pixabay
Le risorse naturali hanno un valore molto più alto di quello normalmente attribuito – immagine Alain Audet @Pixabay

Grazie alle ANPD, una Nuova Cultura delle Risorse Naturali

Le ANPD rappresentano qualcosa di più di una semplice soluzione tecnica.

Rappresentano un modo diverso di guardare al territorio.

Per troppo tempo la natura è stata considerata soltanto come qualcosa da proteggere o da sfruttare.

Oggi possiamo iniziare a considerarla anche come una alleata attiva nella costruzione di territori più sicuri, resilienti e vivibili.

La capacità di rallentare, assorbire e filtrare l’acqua non è soltanto una funzione ecologica.

È una risorsa strategica.

Valorizzarla significa investire nella sicurezza delle comunità, nella qualità dell’ambiente e nella capacità dei territori di affrontare le sfide future.

Le ANPD – Aree Naturali di Protezione Diffusa nascono da questa visione.

Una visione semplice ma ambiziosa: trasformare la natura in una infrastruttura diffusa di protezione, capace di lavorare ogni giorno al servizio del territorio e delle persone.

ANPD, ovvero Aree Naturali di Protezione Diffusa

Conclusioni

Nella pagina dedicata si possono trovare ulteriori informazioni sulle ANPD, perché sono oggi persino più importanti di prima e, soprattutto, cosa si può fare per crearne una sul proprio territorio.

L’aspetto più interessante è dato dal fatto che per portare queste aree naturali di protezione diffusa sul territorio e cominciare a incrementare il livello di resilienza e sicurezza di fronte ai rischi delle acque superficiali, non ci sono costi di partenza.

Tutto si basa infatti sulla “riorganizzazione” degli elementi naturali già presenti, ferma restando la possibilità di “complicare” anche di molto le cose con il passare del tempo.

In ogni caso, la presenza delle ANPD sui territori è importante perché dai dati di monitoraggio, grazie all’integrazione con una speciale IA, si potranno avere feedback molto precisi. Questo consnetirà di migliorarle con il tempo, in un progresso costante.

Perché quando la protezione dipende dalla preparazione, c’è sempre tanto lavoro da fare e il processo di miglioramento deve continuare, senza sosta, senza indugi.