Inceneritori: Come Trattarli Per Evitare Problemi

Si tratta degli inceneritori, la forma di trattamento dei rifiuti più lontana dal concetto di economia circolare: un inceneritore di rifiuti, oggi, è un passo indietro rispetto alla sostenibilità vera, perché l’incenerimento sottrae la possibilità di usare i rifiuti per altri scopi ambientali di maggiore utilità.

La domanda più importante che dobbiamo porci è: come usare gli inceneritori, per evitare che possano allontanarci dagli obiettivi di sostenibilità ambientale e di economia circolare che non dobbiamo mai perdere di vista?

Il caso degli inceneritori, che in taluni casi diventano “termovalorizzatori”, è emblematico proprio per questo.

Trovare un punto di equilibrio tra una modalità non sostenibile ed altre, totalmente sostenibili, è una sfida da vincere anche perché la convivenza di queste due “anime” non è del tutto impossibile.

Certo, dobbiamo fare un grande sforzo: il risultato atteso, tuttavia, ci permette di dire che ne vale la pena.

Inceneritori: il dibattito sull'incenerimento dei rifiuti è sempre acceso
Inceneritori: il dibattito è sempre acceso

Inceneritori: Il Dilemma Continua

In taluni casi, sono avversati totalmente per i rischi ambientali (o dovremmo dire per le evidenze) che determinano sui territori interessati.

In altri casi, al contrario, sono evocati come la soluzione “migliore” al problema dello smaltimento rifiuti.

Senza contare che possono generare energia da portare immediatamente nella rete di distribuzione.

Dove si trova, quindi, la verità?

Ancora una volta, nessuna delle due “fazioni” sopra indicate è completamente nel giusto.

Per trovare la “quadra” e trasformare gli inceneritori in uno strumento possibile ed integrativo nel contesto di una economia circolare, dobbiamo essere molto “asettici” e scientificamente corretti

Evitiamo quindi prese di posizioni “umorali” che ci possono portare ad una sola conclusione: quella di sbagliare.

E’ una questione di bilancio, ma prima di tutto dobbiamo tenere a mente il principio-guida da cui tutto dipende.

Incenerimento come ultima possibilità per i rifiuti
Incenerire ultima possibilità – immagine Earth911

Incenerimento: Una Pratica Estrema

L’incenerimento va considerato come una sorta di “extrema ratio”, nel senso che non tutti i rifiuti prodotti devono essere indirizzati agli inceneritori.

Prima di tutto, perché molti tipi di rifiuti possono essere recuperati, ri-utilizzati o riciclati, così alimentando il virtuoso circuito dell’economia circolare. Ma c’è molto, molto di più.

Anche alcuni rifiuti apparentemente non riutilizzabili, o che almeno non lo sono stati fino ad oggi, possono rientrare a loro volta in questa “circolarità”.

Questo a supporto di quelli che invece sono già considerati riciclabili.

Incenerimento del rifiuto organico è un errore grave
Il rifiuto organico non sia incenerito – immagine Waste Management World

Incenerimento Dei Rifiuti Organici: Un Errore Da Non Commettere

L’organico non dovrebbe mai finire all’interno di un inceneritore di rifiuti. Perché?

Semplicemente perché questo rifiuto può essere combinato (e/o processato naturalmente, come nel caso del compost) e successivamente utilizzato come strumento di decontaminazione.

Ottimo per le aree dove ad oggi le bonifiche sono interrotte per vari motivi (costi, logistica, fallimento dell’azienda responsabile dell’inquinamento etc.).

Senza contare che, in molti casi, gli stessi rifiuti organici preparati in certo modo diventano una barriera alla diffusione dei rischi ambientali.

Non solo, diventano anche un’arma “biologica” per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici.

Domanda: voi brucereste un farmaco che sapete vi può rendere la vita migliore, senza mai assumerlo?

Ecco, cominciamo ad intendere la maggior parte dei rifiuti organici come una sorta di “medicina ambientale” o, se volete, di “vaccino per l’ambiente“.

A seconda delle necessità, l’organico può essere utile per ridurre tanti altri rischi ambientali (compresa la vulnerabilità ai rischi naturali).

Non è poi detto che, dopo questa destinazione d’uso, una volta che i rifiuti organici hanno completato la loro azione benefica di medicina o immunizzazione ambientale, possano essere realmente inceneriti, previa separazione dagli inquinanti che hanno assorbito nella loro “seconda” vita.

Per concludere questo essenziale aspetto, l’incenerimento dei rifiuti organici deve essere ammesso solo quando, per questi, non vi sia l’applicabilità per risolvere altri problemi ambientali o climatici.

La nebbia che avvolge il futuro degli inceneritori

Inceneritore Rifiuti: Un Modello Da Superare

Sul piano strategico, puntare sugli inceneritori per risolvere il problema dei rifiuti nasconde notevoli insidie, in particolare due sono da considerare con la massima attenzione:

  • l’incenerimento non elimina i rifiuti, li trasforma, riducendone il volume
  • l’incenerimento produce numerose emissioni inquinanti che, sebbene siano controllate, continuano ad essere presenti

Sul primo punto, va sottolineato bene che la riduzione del volume dei rifiuti e la trasformazione in cenere apre alla necessità di stoccare queste stesse ceneri in discarica.

Inoltre, le ceneri sono da considerarsi ad alta pericolosità per l’ambiente grazie al fatto che contengono numerose sostanze inquinanti.

Gli inceneritori, sebbene la tecnologia in questo senso abbia fatto numerosi progressi, emettono ceneri volanti che successivamente viaggiano e si depositano, con il loro carico variabile di inquinanti.

Teniamo sempre presente poi che esiste la possibilità di formazione di inquinanti “de novo” direttamente in atmosfera.

Questo vale soprattutto per le diossine che possono essere controllate all’interno dell’impianto con le alte temperature, ma che possono riformarsi all’esterno a seguito di un calo della stessa temperatura.

Quanto sommariamente riportato è solo una parte delle questioni problematiche da affrontare quando ci troviamo di fronte agli inceneritori.

Una cosa interessante è che, per proteggere ambiente e salute, potremmo dover ricorrere proprio a quei materiali che spesso finiscono all’interno di un inceneritore di rifiuti.

Inceneritori e termovalorizzatori sono la stessa cosa, sul piano ambaientale
Schema di inceneritore e termovalorizzatore – immagine FutureLearn

Inceneritore: Come Funziona

Il cuore del processo è anche la ragione per tutte le questioni ambientali e climatiche dovute alla presenza di un inceneritore di rifiuti: la combustione.

I rifiuti sono bruciati in una camera apposita, in presenza di ossigeno, a temperature elevate, che raggiungono e superano i 1000 gradi.

A queste temperature, i rifiuti dovrebbero essere completamente combusti e trasformati in cenere, con una significativa riduzione del volume iniziale.

Un altro “residuo” della combusione è rappresentato dai gas.

Un breve cenno su quanto accade prima della combustione.

Si tratta di un passaggio molto importante, perché prevede la preparazione del rifiuto con l’estrazione di ciò che potrebbe essere utilmente riciclato o destinato ad altri usi.

Bisogna permettere il completo recupero dei rifiuti organici per destinarli ad attività di risanamento ambientale. Purtroppo ben sappiamo che molti di essi finiscono in realtà inceneriti.

Questo sarebbe già un enorme vantaggio non solo ambientale ma anche economico e produttivo.

Il loro uso permetterebbe di risanare aree oggi inutilizzate e quindi liberarle per usi produttivi (biomasse, campi fotovoltaici, nuove aziende etc.).

Incenerimento in Italia
Inceneritori e termovalorizzatori in Italia – immagine ISPRA

Inceneritori In Italia

Non entriamo in dettaglio sulla situazione italiana. Basta osservare una mappa per capire che questa modalità di smaltimento dei rifiuti non è la “punta di diamante” della strategia nazionale.

Il problema energetico è da sempre incombente per la mancanza di programmazione lungimirante.

In tale contesto, gli inceneritori sono ritenuti attrattivi per la possibilità di recuperare energia (ci occupiamo in un’altra occasione dei cosiddetti termovalorizzatori).

Il vero problema italiano con gli inceneritori è la gestione, l’ammodernamento e soprattutto la pianificazione strategica.

Ad esempio, il famoso “Sblocca Italia” prevedeva la costruzione di nuovi inceneritori.

Il corrispondente Decreto Attuativo è stato però “bocciato” in sede Europea, proprio per il fatto di mancare di una valutazione strategica nella localizzazione degli impianti.

Ora, tutto si può fare e con (quasi) tutto si può convivere, a patto che la programmazione e le valutazioni siano fatte a regola d’arte, ovviamente.

In questo senso, gli inceneritori di nuova generazione possono certamente dare una grossa mano.

Inceneritori di nuova generazione con meno rischi per l’ambiente

Inceneritori Di Ultima Generazione

La tecnologia ha fatto passi importanti in tema di incenerimento dei rifiuti, soprattutto per quanto riguarda la riduzione delle emissioni alla fonte.

Se volessimo portare ai minimi livelli il rischio ambientale e sanitario anche in presenza di inceneritori di vecchia generazione, dovremmo seguire due regole obbligatorie:

  1. ridurre al minimo i cicli di accensione e spegnimento
  2. far lavorare l’inceneritore sempre alla massima temperatura

Questo perché nei cicli di accensione e spegnimento abbiano la massima formazione di inquinanti tossici.

Lo stesso accade durante la combustione parziale. Essa è causa di emissioni per diossine ed idrocarburi, solo per citare due categorie di inquinanti tra le più rappresentate.

Abbiamo accennato all’importanza delle ceneri volanti, che rappresentano il più diretto rischio per la popolazione che vive nell’intorno.

Ebbene, proprio su questo, la ricerca industriale ha portato una soluzione di sicuro impatto positivo.

Il Problema Delle Ceneri Volanti

Si tratta di un particolare tipo di forno metallurgico. Esso è in grado di distruggere la quasi totalità delle diossine ed ha un’azione importante anche sulla riduzione dei metalli, a loro volta sono presenti in varia quantità nelle ceneri.

La prima cosa è combinare l’incenerimento con questo “upgrade” tecnologico.

La seconda è associare la presenza sul territorio di un piano di immunizzazione ambientale.

Così facendo, il rischio presentato da tali inceneritori diventa accettabile.

Il Ricircolo Dei Gas

Esiste poi un’altra importante innovazione tecnologica che riguarda il ricircolo dei gas.

Questa innovazione da un lato incrementa l’efficienza della combustione e dall’altro riduce (di circa il 50%) la presenza degli ossidi di azoto, altro importante inquinante da contrastare.

In questo caso, abbiamo ben tre determinanti vantaggi.

Il primo, l’aumento delle temperature, che è garanzia di qualità per quanto riguarda la possibile formazione delle diossine (non si formano alle alte temperature).

Il secondo, la maggiore temperatura che aumenta l’efficienza del processo.

Il terzo, la riduzione degli ossidi di azoto.

Un piano di immunizzazione ambientale all’esterno di un impianto di ultima generazione con le caratteristiche citate, rende ancora più accettabile ogni forma di rischio potenziale.

Incenerimento come causa delle emissioni più pericoclose
La salute va tutelata sia dall’interno che all’esterno dell’inceneritore

Inceneritori E Salute

L’azione combinata di innovazione tecnologica all’interno dell’impianto da un lato e la presenza di un piano ben realizzato di immunizzazione ambientale all’esterno determinano l’accettabilità del rischio.

Ovviamente questo va considerato alla presenza di un inceneritore di nuova generazione.

Infatti, con impianti vetusti, le cose non sono così ottimistiche.

In termini prettamente sanitari, dobbiamo rilevare che molte sono le questioni problematiche, in alcuni casi anche molto serie, relative al rapporto tra incenerimento dei rifiuti e salute.

In questa sede non faremo una disanima dei fatti di cronaca e non ci occuperemo di casi specifici.

E’ meglio dare una panoramica globale, da cui ogni caso potrà ricavare ciò che più lo riguarda.

Cosa Dicono Gli Studi

Sul piano generale, la letteratura riporta molti “effetti avversi” di natura sanitaria, in presenza di impianti per l’incenerimento dei rifiuti.

Andiamo dai tumori alle anomalie congenite per arrivare ai problemi di gestazione, mentre altre condizioni patologiche non sono state mai correlate alla presenza degli inceneritori.

In questa sede non approfondiamo un tema decisamente troppo vasto che necessita una trattazione separata.

Si tratta delle nanopolveri, sempre da tenere in considerazione anche e soprattutto nelle centrali di nuova generazione, per le quali comunque ancora vi sono pochi dati (seguiamo la situazione).

Cosa che merita approfondimento, è risultato che la via ingestiva è risultata molto più importante di quanto potrebbe sembrare.

Tuttavia, questo è un principio “cardine” dell’igiene ambientale.

Quello Che Serve Per Fare Prevenzione

Infatti, tutto ciò che viene emesso, anche in atmosfera, si muove nell’ambiente ed in molti casi si deposita, potendo così entrare nella catena alimentare.

Ecco perché è importante disporre di un piano di immunizzazione dell’ambiente.

Non solo in stretta vicinanza di un inceneritore di rifiuti.

Andando ad agire sui siti dove questi inquinanti si depositano, possiamo impedire il loro successivo movimento e quindi anche l’ingresso nella catena alimentare.

A proposito di studi sulle relazioni tra inceneritori e salute, dobbiamo essere trasparenti ed onesti al 100%.

E’ sempre molto difficile, come del resto riporta anche la letteratura scientifica, “incolpare” gli impianti per il verificarsi di situazioni dannose.

Certo esiste un ruolo, dovuto alla presenza di emissioni, che anche se controllate possono sempre accumularsi nel tempo.

La Buona Gestione E’ La Base Di Tutto

Tuttavia, l’estrema diversità del mix di inquinanti che possono trovarsi nelle zone di un inceneritore di rifiuti (anche dovuti alla presenza di altre industrie), i diversi metodi di indagine, oltre ai dati spesso incompleti, rendono ragione di avere un atteggiamento prudente, non atavicamente ostile.

In ossequio pertanto ad un atteggiamento prudente e preventivo, in termini di tutela della salute pubblica (cosa che tra l’altro torna molto utile all’azienda stessa), vale quanto segue:

  • assicurare la corretta gestione dell’impianto (alte temperature e poche accensioni/spegnimenti)
  • favorire le nuove tecnologie
  • associare un piano di immunizzazione dell’ambiente esterno

Solo così potremo garantire il massimo standard protettivo che tutte le comunità meritano.

Incenerimento dei rifiuti medici un rischio molto importante
Rifiuti medici ad alto rischio

Inceneritori Di Rifiuti Medici

Gli inceneritori di rifiuti medici sono tra i più critici impianti industriali in generale.

Pertanto, tutto ciò che abbiamo analizzato a proposito dell’inceneritore di rifiuti (urbani) si applica anche ad essi, con l’aggiunta dei rischi dei materiali biomedici.

La pandemia da COVID-19 ha esacerbato il discorso.

Una corretta gestione dei rifiuti ospedalieri, particolarmente in caso di pandemia, non prevede l’incenerimento incondizionato.

Nemmeno la disposizione in discarica è da aumentare, per il rischio dell’incremento di fenomeni di resistenza ai farmaci.

Partiamo dalla considerazione che almeno il 15%, se non di più, dei rifiuti medici ricade all’interno delle categorie infettivi, radioattivi e tossici.

Senza contare il rischio di resistenza batterica che si determina in presenza di rifiuti medici ed eccesso di farmaci nell’ambiente.

A monte di tutto è importante adottare delle soluzioni che consentano una riduzione signiifcativa dell’impatto di specifici rifiuti medici.

Rifiuti Medici Nello Specifico

E’ il caso ad esempio dei rifiuti del circuito di perfusione, che sono composti soprattutto da PVC e policarbonato.

Essi finiscono successivamente all’inceneritore di rifiuti speciali e ben sappiamo che la combustione del PVC è un favore favorente per emissioni nocive di grande importanza.

Per questa particolare filiera di rifiuti, è stato proposto un trattamento di declorinazione.

Insieme alla sterilizzazione ed al riuso (in certi casi) è possibile rendere questo rifiuto meno tossico anche quando incenerito.

Si tratta di una piccola cosa, che comunque è importantissima se portata su vasta scala.

Inceneritori vs pirolisi, una valutazione importante da fare
Un impianto per la pirolisi – immagine Beston Group

Pirolisi dei Rifiuti Medici

Prima, il trattamento per fare in modo che i rifiuti medici non diventino una concausa staordinaria alla presenza di inquinanti ambientali, poi (eventualmente) il trattamento termico.

Sul piano prettamente tecnico, i rifiuti medici sono un “buon combustibile” per gli impianti di pirolisi. Essi presentano, infatti, elevati contenuti di idrogeno, carbonio, senza contare il potenziale in termini di calore.

La cosa importante, in questa particolare occasione, è data dal fatto che la pirolisi dei rifiuti medici consente di ricavare bio-prodotti di qualità elevata.

Questi poi possono essere indirizzati ad altri usi ambientali, in questo caso favorendo il circuito virtuoso della economia circolare.

Trasformazione In Valore Dei Rifiuti Medici

Ad esempio, si produce bio-combustibile, ma anche biochar di alta qualità. Il biochar, che di fatto è la cenere risultante dal processo, sta trovando sempre maggiore e migliore applicazione per fini ambientali.

Non solo: è usato come strumento per combattere sul campo gli effetti dei cambiamenti climatici.

In alcuni casi, può anche essere utilizzato per la creazione di piani di immunizzazione dell’ambiente da altri rischi.

E’ facile capire come, dalla pirolisi dei rifiuti medici, esiste la possibilità di produrre altre “cose” che servono per ridurre diversi altri rischi.

Al contrario, un semplice inceneritore di rifiuti, seppur speciale, non permette alcuna valorizzazione.

Sarà poi la situazione specifica a determinare se e come ricorrere a questa possibilità.

Infine, ricordiamo che la pirolisi non è da intendersi come incenerimento, proprio per il maggior valore ambientale dei prodotti che non si ottengono dal comune incenerimento dei rifiuti medici.

Inceneritori di rifiuti sempre più sostenibili, ma ancora con tanti problemi
Un inceneritore di rifiuti può essere molto più sostenibile – immagine Ohga

Inceneritori Sostenibili: Esistono Davvero?

Gli inceneritori per definizione non sono ritenuti sostenibili perché hanno un impatto non trascurabile.

In più, l’accumulo di questo impatto nel tempo, se non contrastato, determina effetti “insostenibili” in termini ambientali e sanitari.

Un inceneritore di rifiuti deve sempre essere “migliorato” sia con soluzioni interne che esterne allo stabilimento.

Un particolare concetto di “sostenibilità” applicato agli inceneritori prevede che si possa recuperare dalle ceneri una certa quantità (la massima possibile) di metalli ed altri inquinanti, per due motivi:

  • prima di tutto, per ridurre il mix di inquinanti che devono poi essere depositati in discarica
  • inoltre, cosa non di poco conto, per recuperare materiali che l’industria ancora può utilizzare

Così, seguendo l’esempio dell’inceneritore di Hinwil, in Svizzera, si è fatta largo una soluzione molto interessante per il recupero “aumentato” di alcuni metalli.

Si tratta in particolare ferro, acciaio inox, alluminio, rame, piombo, argento ed oro.

Questo in Svizzera è un inceneritore di rifiuti da prendere a modello.

Come Risolvere Il Problema Principale Delle Ceneri Risultanti

Una volta applicata questa metodologia, è stato stimato che i benefici ambientali sono molto importanti.

Una volta deposte in discarica, le ceneri hanno un potenziale di emissione e migrazione molto più basso, che dura per molti anni.

Nonostante i problemi di “tenuta” che potrebbe avere una discarica, la riduzione della concentrazione dei metalli entro determinati limiti stabiliti non dalla norma ma dalla pratica igienico-ambientale, consente di evitare che il rischio si propaghi per molto tempo.

La presenza di un piano di immunizzazione ambientale nei pressi delle discariche che ospitano queste ceneri determinerebbe la sicurezza quasi totale per ambiente e salute.

Un altro filone molto interessante, che tuttavia necessita di trattazione a parte, è l’uso delle ceneri per scopi di risanamento ambientale.

Tutto in associazione con altri “prodotti” a loro volta inquinanti, se non utilizzati per finalità positive.

Inceneritore di rifiuti ed effetti sul cambiamento climatico
Quali gli effetti sul clima degli inceneritori di rifiuti?

Inceneritori E Cambiamento Climatico

Un capitolo importante della questione inceneritori è quello dei rapporti tra incenerimento dei rifiuti ed emissioni di gas serra.

Questo perché da un pò di tempo si propone l’uso della CCS (Carbon Capture and Storage) come possibile “soluzione” alle emissioni da questi tipi di impianto.

Le virgolette sono d’obbligo perché, ancora una volta, prendere la CO2, stoccarla in appositi contenitori e poi depositarla (ad esempio sui fondali oceanici) non è molto “sostenibile”.

Ben diverso è l’approccio che che la Fabbrica presenta in diverse occasioni.

La CO2 deve essere considerata prima di tutto un prodotto da utilizzare, per alimentare filiere produttive energetiche ed ambientali che oggi non sono molto sviluppate o, comunque, potrebbero esserlo ben di più.

Da uno dei paesi più attenti alle relazioni tra gas serra ed incenerimento dei rifiuti, la Corea del Sud, arrivano interessantissime informazioni.

La Variabilità Nelle Emissioni Di Gas Serra

Esiste una straordinaria variabilità di contributo degli inceneritori ai gas serra.

Questo dipende dal paese dove ci si trova, della composizione del rifiuto, così come delle caratteristiche del singolo impianto. Pertanto, un’analisi specifica, caso per caso, deve essere fatta sempre.

Queste variabilità hanno portato ad osservare che le emissioni di gas serra non sempre sono proporzionali alla quantità di emissioni generali dall’inceneritore, a partità di condizioni operative.

Inoltre, anche la velocità di emissione non gioca sempre un ruolo determinante alla quota totale di gas serra liberati in atmosfera.

La presenza dei sistemi per l’abbattimento degli ossidi di azoto è un fattore importante in tutte le situazioni.

Tuttavia, si è notato che spesso esiste una proporzionalità inversa tra metano (che aumenta) ed ossidi di azoto stessi (che diminuiscono), quando il lvello di CO2 rimane costante.

Si tratta di dati molto esemplificativi ed in altre situazioni il risultato ottenuto può essere ben diverso.

Comunque, è importante per capire che ogni impianto va studiato come capitolo a parte, al fine di comprendere il suo contributo alle emissioni di gas serra.

Inceneritore di rifiuti come e quanto, le domande da porsi
Ora la questione è “inceneritori quanto”?

Conclusioni

Grazie all’applicazione di soluzioni speciali all’interno degli stabilimenti, in associazione con alcune strategie basate sulla natura, possiamo ridurre il rischio determinato dagli inceneritori ad un livello accettabile.

Questo non piacerà agli avversari ideologici dell’incenerimento rifiuti: per fortuna la scienza ed il progresso non hanno pareri soggettivi e non ne ha nemmeno la natura, che resta la nostra più importante alleata nel proteggerci dai rischi ambientali.

Il problema da affrontare, da adesso in poi, è di altro tipo.

La vera questione su cui ragionare è come trovare un punto di equilibrio tra esigenze di smaltimento rifiuti da un lato e utilizzo di una certa quota di rifiuti per scopi ambientali dall’altro.

E’ un dilemma diverso da quanto si potrebbe attendere, perché il dibattito è stato sempre caratterizzato dal solito, sbagliato, approccio “inceneritore si” vs “inceneritore no”.

Abbiamo visto “inceneritore come”, adesso è il caso di affrontare il tema “inceneritore quanto”.

Il che è già un grande passo verso un mondo più sano.


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