Torrente Aulella a Fivizzano Stazione

Torrente Aulella a Fivizzano

Written by Graziano Beolchi

Gennaio 31, 2026

Torrente Aulella

Il torrente Aulella scorre in Lunigiana e fa parte di un gruppo di corsi d’aqua spesso attenzionati per il rischio di piene ed esondazioni. Lungo 34 km, attraversa il territorio comunale di località come Fivizzano (che è oggetto di interesse in questa occasione) e la città di Aulla, in prossimità della quale sfocia nel fiume Magra, altro corso d’acqua di grande rilevanza per gli stessi motivi.

Ci troviamo in una zona particolarmente soggetta ad alluvioni ed esondazioni, pertanto l’intervento sulla natura non può essere differito. In particolare proprio il torrente Aulella, all’interno del suo tratto nella località di Fivizzano, risulta molto adatto per affrontare un tema specifico di straordinaria importanza. La versione alfa della IA utilizzata dal Gruppo di Lavoro ha prospettato vari scenari con un grado di variabilità piuttosto limitato. Questo è dovuto alla preponderanza dello specifico tema di cui sopra rispetto a tutti gli altri.

Prima, però, l’immagine di riferimento che fa da base sulla quale si sono realizzate le simulazioni (immagine datata 28 Gennaio 2015, caricata online, licenza Creative Commons, ritagliata a dimensioni di 1024×1024 pixel).

Il torrente Aulella presso la stazione di Fivizzano

Il Torrente Aulella presso la Stazione di Fivizzano

L’immagine di riferimento presenta il torrente Aulella nel territorio di Fivizzano (nei pressi della stazione) ed evidenzia una caratteristica prevalente, rispetto alle altre. Si tratta dell’erosione, con presenza di radici esposte e una vegetazione potenzialmente a rischio caduta, che può diventare un problema per la connettività fluviale (la capacità del torrente di scorrere senza ostacoli artificiali o naturali instabili).

Anche il versante opposto del fiume, evidenziato con la ghiaia bianca in primo piano, concorre a dare un’idea di erosione e di indebolimento della componente vegetale, con tutte le conseguenze che la mancata presenza o la non appropriata distribuzione degli elementi naturali può comportare.

Questa immagine denota la necessità di rafforzare la componente vegetale del sistema fluviale, facendo in modo di stabilizzare l’argine e, per quanto possibile, creare una barriera al flusso dell’acqua in esondazione. Allo stesso modo, anche sul versante opposto, è possibile immaginare l’azione della natura finalizzata all’assorbimento dell’acqua che può facilmente invadere lo spazio (rappresentato dalla ghiaia bianca nell’immagine).

Sintesi

Sulla base dell’immagine di partenza, il torrente Aulella, nel tratto che scorre in prossimità della stazione di Fivizzano, può essere sottoposto a un intervento di:

  • Rivegetazione per ridurre al minimo l’erosione (inteso come approccio di semplice “aggiunta” di elementi naturali, non di completa trasformazione dell’area)
  • Aggiunta di elementi naturali specifici per configurare una barriera alla diffusione dell’acqua
  • Incremento della capacità di assorbimento e di ritezione idrica del suolo
  • Aggiunta di elementi naturali sul versante opposto, con funzione di assorbimento, barriera e filtrazione insieme

Le immagini seguenti mostrano 4 possibili trasformazioni del territorio (scenari), ottenute a partire da una fotografia reale e rielaborata con strumenti di intelligenza artificiale. Gli elementi naturali presenti (corsi d’acqua, vegetazione, aree di espansione, sistemi verdi, suolo) sono stati rafforzati, ampliati e/o riorganizzati per mostrare come la natura potrebbe svolgere una funzione più efficace di protezione contro eventi alluvionali estremi.

Non si tratta di progetti esecutivi, ma di visualizzazioni esplorative, pensate per rendere visibile ciò che spesso rimane invisibile nel dibattito pubblico: il potenziale della natura come prima infrastruttura di sicurezza. Queste immagini sono un invito al confronto.

Primo Scenario

Il torrente Aulella presso la stazione di Fivizzano - primo scenario

In questo scenario, la parte inferiore dell’argine è stata ricoperta di vegetazione e il terreno immediatamente a contatto con l’acqua è diventato molto più permeabile (rappresentato dalla pigmentazione rosso scuro), con capacità di ritenere l’acqua molto aumentate.

In particolare, si nota la presenza di una vegetazione disposta su vari livelli. Un manto di piante erbacee molto basse, che favoriscono l’infiltrazione e l’assorbimento da parte del suolo, ma anche “cespugli” (uno visibile sull’estrema sinistra) con funzione di barriera meccanica al flusso dell’acqua. La conformazione a cespuglio, unitamente alla disposizione in serie e su più file (prevista ma non visualizzata nell’immagine), serve a fornire maggiore resistenza anche in caso di deflusso superficiale (ruscellamento) dell’acqua (che scorre lungo il terreno dai versanti verso il fiume).

Nella parte mediana dell’immagine si nota una concentrazione di fitta vegetazione arbustiva, con la funzione preminente di fare da barriera fisica al passaggio dell’acqua, oltre a quella (essenziale in questo caso) di stabilizzare la zona, riducendo al minimo il rischio di erosione.

Nella parte destra dell’immagine, si nota una sorta di “terrazzamento” ricoperto da piante erbacee molto basse per estendere il più possibile la superficie dedicata all’assorbimento dell’acqua. La cosa risulta particolarmente utile in caso di piogge per evitare che una quota aggiuntiva importante di acqua in ruscellamento si riversi nel torrente.

Lo scenario presentato ha però un difetto, che riguarda l’assenza di elementi vegetali funzionali sul versante opposto, rappresentato dalla ghiaia bianca in basso a destra. Ad ogni modo, l’obiettivo di questo primo scenario rimane la protezione dal rischio di erosione: per estendere la protezione anche sull’opposto versante, si vedano gli scenari successivi.

Secondo Scenario

In questo scenario si trova soltanto una variazione rispetto a quello precedente: l’intervento di rivegetazione è stato esteso a tutta la zona considerata a rischio di erosione, con una copertura vegetata che adesso occupa l’intera area declive.

La scelta delle specie segue vari criteri, tra cui quello di adottare la migliore soluzione per la stabilizzazione ma anche quello di posizionare elementi in grado di estendere l’effetto barriera nei confronti dell’acqua durante l’esondazione. In particolare, l’immagine raffigura elementi naturali (tra cui alberi) con una spiccata propensione per fare da barriera naturale al flusso dell’acqua inesondazione. Per quanto riguarda l’acqua in deflusso superficiale (ruscellamento), si ha un’azione di rallentamento, anche grazie al montaggio di strutture legnose non visibili nell’immagine (perché posizionate nel sottobosco degli alberi piantumati).

Sulla destra, nella parte superiore, l’IA (nonostante le indicazioni contrarie) ha voluto comunque mostrare un’apertura con barriera naturale uniforme e molto fitta al fine di dare una “via di fuga” all’acqua durante l’esondazione. La presenza di questa apertura, anche grazie alla struttura naturale (simil-siepe) esterna, ha l’obiettivo di far defluire l’acqua in una precisa direzione dove sono presenti speciali aree di bioritenzione con terreno “ultrafiltrante” (zone di accumulo in grado di lasciar passare l’acqua trattenendo sedimenti e contaminanti) e piante selezionate per la loro elevata capacità depurativa (non visibili nell’elaborazione della IA, vanno immaginate all’esterno dell’area, al termine del “corridoio” formato dalla “siepe” esterna).

Come nel caso precedente, il versante opporto a quello stabilizzato non è preso in considerazione, cosa che invece accade nei successivi scenari.

Terzo Scenario

In questo scenario, si nota una sola differenza rispetto al precedente e riguarda il versante opposto a quello rivegetato per il rischio di erosione.

In particolare, sono presenti alcune piante floreali a elevata biomassa, cioè con una grande quantità di materiale vegetale, per una duplice funzione: la prima è quella di fare da barriera di “prima linea” nei confronti dell’acqua durante le esondazioni. La seconda è quella di filtrare l’acqua e il terreno sottostante per la rimozione di eventuali inquinanti, in modo costante e duraturo nel tempo.

La scelta delle specie da posizionare è dunque cruciale e va effettuata solo dopo attenta analisi della situazione reale: allo stesso tempo, il terreno su cui crescono queste piante floreali utili per la prevenzione e la salute pubblica è reso permeabile, tanto per rallentare l’acqua, quanto per favorire il massimo assorbimento degli inquinanti (organici e non) e migliorare progressivamente le condizioni di salubrità generale, anche nella fase post-esondazione (che è spesso molto critica proprio sul piano delle condizioni igienico-sanitarie).

Quarto Scenario

Il torrente Aulella presso Fivizzano - quarto scenario

In questo scenario le cose non sono diverse dal precedente, ad eccezione del cambiamento delle condizioni del terreno sul versante protetto dall’erosione. In particolare, si nota che il suolo è stato completamente ricoperto da piante erbacee, con funzione sia di stabilizzazione, sia di assorbimento.

Ciò che differenzia maggiormente questo quarto scenario dagli altri riguarda però la formazione di una vera e propria “zona umida” posta in posizione centrale davanti al terrazzamento. Questa particolare area si comporta come una sorta di “spugna” in grado di ricevere acqua in quantità maggiori rispetto ad aree con presenza di suolo (per quanto permeabili).

Interessante notare che la zona umida, oltre a ricevere l’acqua del torrente, diventa la destinazione privilegiata anche per l’acqua piovana in deflusso superficiale (ruscellamento) dall’argine, grazie a un percorso vegetato in discesa (con piante erbacee non più alte di 1-2 cm) che si nota nella parte mediana sinistra dell’immagine. Tale percorso è simile a una “via d’acqua erbosa” (traduzione non ufficiale del termine anglosassone “grassed waterways”), spesso denominana “via inerbita”: si tratta quindi non di un canale artificiale, ma di un elemento naturale guidato lungo il quale viene convogliata l’acqua per evitare che possa accentuare l’erosione o si accumuli in aree particolarmente a rischio. Queste “vie inerbite” possono essere ricoperte con vari tipi di vegetazione, in funzione degli obiettivi (si tratta di una misura molto utile per proteggere, ad esempio, l’agricoltura dai danni delle alluvioni, come scopriremo in scenari relativi a luoghi analizzati in futuro).

La creazione della via inerbita che arriva alla zona umida rappresenta una misura avanzata ma utilissima e sempre più necessaria per “governare” il flusso dell’acqua durante le esondazioni e, ancora più importante, per ridurre il rischio che l’acqua caduta sulla terraferma vada a ingrossare i fiumi e i torrenti che passano nelle vicinanze.

Riepilogo Immagini

Di seguito le immagini, con possibilità di ingrandimento, dei quattro scenari descritti sopra.

Torrente Aulella a Fivizzano - Primo Scenario
Torrente Aulella a Fivizzano – Primo Scenario
Torrente Aulella a Fivizzano - Secondo Scenario
Torrente Aulella a Fivizzano – Secondo Scenario
Torrente Aulella a Fivizzano - Terzo Scenario
Torrente Aulella a Fivizzano – Terzo Scenario
Torrente Aulella a Fivizzano - Quarto Scenario
Torrente Aulella a Fivizzano – Quarto Scenario

Disclaimer

Queste immagini non propongono soluzioni, ma diverse possibilità. Sono state generate a partire da una fotografia reale (al momento dello scatto) e rielaborata con strumenti di intelligenza artificiale per immaginare come il territorio potrebbe apparire se la natura fosse rafforzata nel suo ruolo di protezione. Gli elementi presenti non rappresentano interventi progettuali né indicazioni operative, ma una visualizzazione esplorativa basata su principi noti di gestione naturale dell’acqua e di ogni altra risorsa.

Ogni territorio ha caratteristiche, vincoli e storie proprie: per questo le immagini postate sopra non vanno lette come risposte, ma come domande aperte rivolte a chi vive, amministra e conosce questi luoghi. Il loro scopo è rendere visibile ciò che spesso rimane astratto: il potenziale della natura come prima infrastruttura di sicurezza.

Le visualizzazioni presenti sul portale non costituiscono proposte progettuali, né indicazioni tecniche, ma diventano strumenti di supporto al dialogo e alla riflessione collettiva. In estrema sintesi si può concludere che le immagini del portale non sostituiscono il confronto locale, bensì lo aprono.

Questo portale è un programma di Fabbrica Ambiente, sito web che dal 2012 raccoglie, seleziona e adatta soluzioni esclusivamente naturali per proteggere ambiente e salute pubblica da inquinamento ed estremi del clima.