La Zebra di Cotahuma

Arriva dalla Bolivia uno dei migliori esempi di educazione all’emergenza o, meglio, di prevenzione e gestione dei rischi naturali, applicabile in tutti i contesti: è il caso della zebra di Cotahuma.

La Fabbrica scrisse di questo importante programma nell’Agosto 2013 e già da allora esiste la possibilità di attuarlo ed avanzare la cultura della prevenzione in un settore così cruciale. Data la sua efficacia, torniamo sul programma e scopriamo i valori di questa azione per il territorio.

Prima di tutto, va detto che la zebra di Cotahuma è una vera zebra, nel senso proprio del termine. Anche se la Bolivia non è certo il paese delle zebre, nel quartiere di Cotahuma a La Paz gli operatori della difesa civile, soprattutto volontari, curano questo programma speciale.

Vestiti come zebre, aiutano i cittadini e soprattutto i più giovani a conoscere e mettere in pratica le linee guida per la prevenzione e la protezione dalle calamità naturali.

Inoltre, proprio per i più giovani, è stato pubblicato un manuale a fumetti in cui una zebra accompagna due piccoli studenti lungo il tragitto verso la scuola, spiegando e mostrando ai due giovanissimi cosa è il rischio e soprattutto come si può ridurre la vulnerabilità.

Un programma semplice, nel suo concetto, ma molto efficace e soprattutto gradito da grandi e piccini, per una coscienza maggiore e un livello di protezione aumentato di fronte ai disastri.

La zebra di Cotahuma insegna come fare prevenzione e gestione dei rischi naturali
La zebra di Cotahuma insegna come fare prevenzione e gestione dei rischi naturali.

Prevenzione e Gestione dei Rischi Naturali: Un Dovere per Tutti

L’importanza della prevenzione e della gestione dei rischi non necessita di presentazione: purtroppo, negli ultimi anni (a differenza di quando uscì l’articolo di Fabbrica Ambiente il 17 Agosto 2013) la sensibilità verso il concetto di “prevenzione” è decisamente calata.

Questo è un male, perché il contrasto alle calamità naturali si fa soprattutto agendo sulla riduzione della vulnerabilità, che è data dal prodotto dell’intensità di un evento per il grado di preparazione del territorio.

Questa preparazione comprende sia l’educazione all’emergenza, sia le azioni preventive che possono rendere meno vulnerabile le strutture ai rischi naturali.

Proprio a proposito di riduzione della vulnerabilità attraverso l’educazione, nell’ambito del programma che vede la zebra di Cotahuma protagonista, i temi di prevenzione e gestione dei rischi naturali diventano l’oggetto di una vera materia scolastica.

La copertina del manuale della zebra di Cotahuma
La copertina del manuale della zebra di Cotahuma

Il Libretto: La Zebra Come Docente

Si chiama “Proyecto para la Capacitacion en Gestion de Riesgos” ed è stato messo a punto dalla Direzione per la Cultura della città di La Paz: anche questo è un piccolo ma grande segnale, perché si considerano come “cultura” anche i temi di prevenzione e gestione dei rischi naturali.

La struttura è semplice: due bambini vanno a scuola accompagnati dalla zebra di Cotahuma, che li conduce lungo il percorso, mostrando loro tutti i rischi che incontrano durante il cammino.

Così facendo, i giovanissimi studenti possono rendersi prima di tutto conto dei pericoli che altrimenti non vedrebbero. questo vale anche per gli adulti, in quanto la stragrande maggioranza dei rischi vengono regolarmente sottovalutati.

Già dalla prima interazione si capisce il valore del programma, come mostrato di seguito.

In ottica di prevenzione e gestione dei rischi naturali, bisogna saper distinguere tra rischio e disastro.
In ottica di prevenzione e gestione dei rischi naturali, bisogna saper distinguere tra rischio e disastro.

La Distinzione tra Rischio e Disastro

Probabilmente, se facessimo questa domanda alla popolazione italiana oppure anche di qualche altro paese del G7, non otterremmo una risposta soddisfacente: quale differenza c’è tra il rischio e il disastro naturale?

La zebra spiega ai due piccoli studenti che è proprio come andare a scuola: lungo il cammino, infatti, c’è la possibilità di perdersi. Andare a scuola da soli, dunque, rappresenta il “rischio”, mentre l’evento del perdersi costituisce il “disastro” vero e proprio.

Si tratta infatti dell’evento che si vuole evitare, mentre il rischio indica una probabilità che tale evento si verifichi.

Ecco perché è importante la prevenzione dei rischi: per ridurre al minimo possibile livello il rischio che l’evento si concretizzi.

La costruzione delle case in zone a rischio è un esempio molto evidente di mancata prevenzione e difficile gestione.
La costruzione delle case in zone a rischio è un esempio molto evidente di mancata prevenzione e difficile gestione.

Imparare a Riconoscere il Rischio

Dopo aver appreso la distinzione tra rischio e disastro, la zebra di Cotahuma si sofferma sull’importanza di saper riconoscere il rischio, perché in molti casi questo passa sotto traccia.

Come si nota dall’immagine postata sopra (tratta dal manuale originale), la presenza di una casa in una zona a strapiombo può essere un rischio. Sono però le condizioni del terreno sottostante a determinare il livello di questo rischio. Ci sono poi molti atteggiamenti ed attività umane che possono influenzarlo.

Da qui si aprono vari fronti per la discussione: è opportuno costruire in queste aree di territorio? quali misure realizzare prima, durante e dopo la costruzione?

Tutte queste osservazioni devono avere come obiettivo la riduzione della vulnerabilità, intesa come prevenzione e gestione dei rischi naturali nel loro complesso.

Agire sui corsi d'acqua è una delle priorità assolute, indipendentemente dal luogo dove ci si trova.
Agire sui corsi d’acqua è una delle priorità assolute, indipendentemente dal luogo dove ci si trova.

Prevenzione e Gestione dei Rischi Naturali Legati all’Acqua

I corsi d’acqua rappresentano un capitolo molto importante delle emergenze e la zebra di Cotahuma dedica a loro un importante spazio.

Nell’immagine sopra possiamo trovare una misura adottata spesso nelle zone andine: la canalizzazione protetta dei corsi d’acqua, per ridurre al minimo il rischio di esondazioni.

Ci sono vari progetti in corso e molti altri ce ne saranno, soprattutto per zone molto a rischio come nel caso della cominità del Janko Kollo, in Bolivia, a cui si ispira il caso del manuale.

L’obiettivo in questi casi è duplice: da un lato, la canalizzazione consente di ridurre la probabilità di esondazione.

Dall’altro, essa agisce anche sul fenomeno dell’erosione, che non è un problema “solo” per l’aumento della vulnerabilità.

Infatti, anche a causa del cambiamento climatico, l’erosione è un fenomeno progressivo che finisce con il compromettere aree vaste di territorio. La canalizzazione, dunque, consnete di tenere a bada questo fenomeno.

Il Ruolo dei Rifiuti della Prevenzione e Gestione dei Rischi Naturali

Sempre a proposito di corsi d’acqua, la zebra di Cotahuma pone un accento molto importante anche sulla questione dei rifiuti abbandonati.

Essi possono infatti accumularsi nel tempo e diventare delle vere e proprie “dighe” in grado di favorire l’esondazione dei corsi d’acqua.

Anche se potrebbe sembrare un concetto banale, va tenuto conto del fatto che il manuale si rivolge a bambini. Suscitare in loro una cultura della prevenzione anche nei confronti dei rifiuti è una base essenziale per una società più responsabile.

C’è poi anche l’importante ruolo delle acque sotterranee: a loro volta possono diventare causa di scivolamenti del terreno e amplificare la gravità di un disastro naturale.

E’ necessario conoscere i percorsi dell’acqua ad ogni livello, per poter “prevedere” come evolverà il rischio nel tempo ed agire di conseguenza.

E' molto importante conoscere i problemi del territorio per estendere le attività di prevenzione e gestione dei rischi naturali.
E’ molto importante conoscere i problemi del territorio per estendere le attività di prevenzione e gestione dei rischi naturali.

Il Concetto dell’Estensione del Rischio

Un aspetto molto importante del manuale è quello di saper estendere il campo d’azione, dal quartiere di Cotahuma fino all’intera città.

Questo è utile perché gli educatori impostano il pensiero dei giovanissimi in modo tale che essi possano considerare che il rischio c’è sempre, anche se si può presentare in modalità diverse.

Inoltre, ogni rischio ha caratteristiche specifiche ed è necessario conoscere le più rilevanti della propria zona di residenza.

Questo è il motivo per cui nel manuale della zebra di Cotahuma sono presenti anche esercizi da compilare a cura dei giovanissimi studenti.

Non c’è solo il rischio: gli studenti devono anche indicare quali sono i possibili “target” del disastro, per sviluppare una conoscenza maggiore sulle conseguenze e, dunque, sulle priorità in senso di prevenzione.

Ci sono calamità naturali ed altre causate dalle attività umane: bisogna fare prevenzione e gestione su tutte.
Ci sono calamità naturali ed altre causate dalle attività umane: bisogna fare prevenzione e gestione su tutte.

Dal Rischio al Disastro

Un aspetto sul quale non si fa mai abbastanza chiarezza riguarda tanto i disastri naturali quanto il cambiamento climatico.

Il manuale della zebra di Cotahuma spiega chiaramente che esistono disastri naturali e disastri causati dalle attività umane. Lo stesso vale per il cambiamento climatico: c’è una componente naturale e una di matrice umana.

Tutto ciò che si oppone a questi assunti di base rappresentano un freno alle molteplici e utili soluzioni che già abbiamo a disposizione, tanto per i disastri quanto per il cambiamento climatico.

L’importanza delle azioni per la riduzione della vulnerabilità si riflette anche nella possibilità di tutelare le attività umane dalla responsabilità dei danni derivati da un disastro.

Ci sono semplici accorgimenti che possono fare una grande differenza.
Ci sono semplici accorgimenti che possono fare una grande differenza.

Le Azioni Immediate per una Buona Prevenzione e Gestione dei Rischi Naturali

Come già anticipato in precedenza, l’atteggiamento umano nei confronti della questione dei rifiuti già può fare tanto in ottica di riduzione della vulnerabilità ai disastri.

Quindi, ogni intervento di rimozione, con particolare attenzione alle zone più critiche perché in grado di accumularsi, diventa una importante riduzione di vulnerabilità.

Allo stesso modo, evitare di tagliare alberi (o, almeno, piantumarne di nuovi) in zone specifiche per il rischio di frane, ad esempio, diventa essenziale per agire in due modi.

La zebra spiega ai due piccoli studenti che gli alberi favoriscono il drenaggio dell’acqua a livello del terreno. Inoltre, la loro presenza è anche un freno per gli effetti che le acque sotterranee possono avere nella destabilizzazione del suolo.

Successivamente, la zebra di Cotahuma presenta un concetto sul quale, soprattutto dalle nostre parti, si fa molta confusione.

E' importante non confondere il disastro naturale con l'emergenza, che è una fase successiva.
E’ importante non confondere il disastro naturale con l’emergenza, che è una fase successiva.

Disastro ed Emergenza Non Sono Sinonimi

L’emergenza è la fase che segue il disastro: quando prevenzione e gestione dei rischi naturali sono ben assortite, la fase di emergenza post-disastro potrebbe anche non verificarsi (obiettivo ideale, al momento non raggiungibile).

Questo è un principio essenziale che dovrebbe fare da perno centrale per tutte le azioni di prevenzione e gestione dei rischi, di qualunque natura essi siano.

Affrontando questo tema, la zebra di Cotahuma introduce l’importante fase della preparazione all’emergenza, che è diversa dalla prevenzione e dalla riduzione della vulnerabilità.

Prepararsi all’emergenza, infatti, vuol dire fare in modo che il territorio sappia rispondere meglio e più rapidamente ai bisogni di persone e cose coinvolti nel disastro.

La macchina dei soccorsi e tutte le attività umane devono potersi attivare e/o ri-attivare in breve tempo, per ridurre al minimo la sofferenza del territorio.

L'organizzazione della comunità è un pilastro della prevenzione e gestione dei rischi naturali.
L’organizzazione della comunità è un pilastro della prevenzione e gestione dei rischi naturali.

Organizzare la Comunità per Ridurre l’Emergenza

Facciamo un rapido collegamento: uno dei migliori esempi (se non il migliore) di organizzazione della comunità per fronteggiare le emergenze è quello dei NUDECs, i nuclei di difesa civile diffusi ora in quasi tutti gli Stati del Brasile.

Pur se i NUDECs hanno un ruolo attivo anche nella prevenzione, è soprattutto nella gestione del rischio che danno il loro meglio.

Infatti, questi gruppi di cittadini, addestrati per lo scopo, cominciano ad intervenire durante il verificarsi del disastro, dunque prima dell’emergenza (per esempio salvando vite umane oppure isolando strutture pericolose ecc.).

Così facendo, possono ridurre i problemi tipici della fase post-disastro: in pratica, è come se la fase di recupero cominciasse ancora prima dell’inizio della fase di emergenza.

Spesso, le persone non si rendono conto dell'importanza di essere preparati per ridurre il danno che i disastri naturali possono causare.
Spesso, le persone non si rendono conto dell’importanza di essere preparate per ridurre il danno che i disastri naturali possono causare.

Le Difficoltà per una Buona Prevenzione e Gestione dei Rischi Naturali

Ad un certo momento, la zebra di Cotahuma diventa triste: i bambini le domandano quale sia il motivo e la sua risposta è molto toccante, soprattutto per chi ha molto a cuore i temi ambientali e climatici.

La ragione sta nel fatto che troppo spesso le persone non si preoccupano dei problemi prima che sia troppo tardi: la mancanza di una vera cultura della prevenzione, nella maggior parte dei casi, è il migliore alleato dei disastri naturali.

Tuttavia, esiste un “antidoto” che non è certo quello di fare proclami politici o vaghe promesse. Basta mettersi ad aiutare sul territorio, sia come associazioni che come singoli cittadini, desiderosi di proteggere cose e persone dai disastri.

Agire con rapidità ed efficienza è il migliore modo per ridurre i tempi di recupero e tornare alla normalità. Si tratta di cose che anche i cittadini possono mettere in opera con una buona organizzazione.

Organizzazione della comunità e disponibilità all'aiuto sono due elementi imprescindibili per fare prevenzione.
Organizzazione della comunità e disponibilità all’aiuto sono due elementi imprescindibili per fare prevenzione.

Il Valore del Supporto per Prevenire e Gestire i Rischi

Prima di tutto, conoscere i rischi tipici del territorio, ma non solo a livello teorico, bensì calati nella realtà specifica.

Un terremoto, ad esempio, è sempre un terremoto, ma in funzione della zona colpita i rischi possono essere anche molto diversi e così anche le possibili conseguenze (e dunque anche la fase di emergenza che ne consegue).

Conoscere il territorio, prevedere cosa potrebbe accadere e ipotizzare le conseguenze: questi sono passaggi essenziali che possono aiutare di molto una comunità.

La zebra di Cotahuma spiega che solo quando i cittadini decidono di mettersi insieme ed aiutarsi, è possibile ottenere buoni risultati di prevenzione.

Proprio come nel caso dei NUDECs del Brasile che, dopo la grande alluvione dello Stato di Rio nel Gennaio 2012, hanno cominciato a diffondersi in tutto il Paese.

Da questa “rete organizzata”, indipendentemente dalla sua tipologia, partono le azioni per la prevenzione e gestione dei rischi naturali.

Una volta individuate le azioni di prevenzione, bisogna attuarle e comunicarle ad altri, perché le buone pratiche si estendano rapidamente.
Una volta individuate le azioni di prevenzione, bisogna attuarle e comunicarle ad altri, perché le buone pratiche si estendano rapidamente.

Il Ruolo dei Cittadini nella Prevenzione e Gestione dei Rischi

Dal semplice atteggiamento di gestire meglio i rifiuti, fino alla piantumazione degli alberi come elementi drenanti per le frane ma anche barriere fisiche in altri casi: tutto questo può essere realizzato a livello della comunità.

Il ruolo degli alberi è poi cruciale anche per migliorare la qualità dell’aria: sulle pagine della Fabbrica già ci sono svariati esempi di come impostare la piantumazione finalizzata al contrasto di inquinamento e cambiamento climatico.

Sembra incredibile da un lato e banale dall’altro: agire sulle sole due linee dei rifiuti e degli alberi consente al quartiere di Cotahuma di essere molto meno vulnerabile al rischio di calamità naturali.

Ciò è possibile perché sul territorio si è condotta una valutazione e si è rilevato che queste due questioni hanno un peso notevole ai fini del rischio.

Da altre parti, pur con le stesse caratteristiche, non è così: ecco il motivo per cui conoscere al meglio il territorio e soprattutto i maggiori fattori di rischio.

Ci sono aspetti della prevenzione che contrastano con l'avidità e la superficialità di alcune imprese ed amministratori: anche in questi casi è importante fare prevenzione.
Ci sono aspetti della prevenzione che contrastano con l’avidità e la superficialità di alcune imprese ed amministratori: anche in questi casi è importante fare prevenzione.

Altre Avvertenze per il Quartiere di Cotahuma (e Molte Altre Aree del Mondo)

E’ interessante notare come il caso di Cotahuma possa essere esteso anche al resto della città, così come anche ad altre zone geografiche, mantenendo il medesimo principio.

Un altro tema che può riguardare da vicino tanti luoghi (anche in Italia) riguarda la presenza di abitazioni e più in generale di edifici in zone ad elevato rischio di frana.

In questi casi, la zebra mostra ai due piccoli studenti che in determinati luoghi la costruzione non va ammessa: nella loro “innocenza”, scevra da logiche “prenditoriali” e scarsa cura della “cosa pubblica”, i bambini comprendono che le costruzioni devono seguire precisi criteri legati al “dove” e “come” costruire.

In questo senso, la purezza dei bambini è molto più rassicurante dell’atteggiamento di certa politica ed imprenditoria.

Prevenire, in materia di disastri naturali, è meglio che curare (anche se qualcuno potrebbe obiettare, limitando l’analisi alle proprie entrate): chiunque abbia un desiderio opposto è nocivo per la cosa pubblica.

Gli esercizi di verifica teorica sono la base per ricordare le cose da fare sul territorio e nella vita di tutti i giorni.
Gli esercizi di verifica teorica sono la base per ricordare le cose da fare sul territorio e nella vita di tutti i giorni.

L’Importanza di Verificare le Misure di Prevenzione e Gestione dei Rischi Naturali

Nella parte conclusiva del manuale, la zebra si assicura che i piccoli studenti abbiano appreso i concetti di base.

Questo accade grazie alla presenza di alcuni esercizi: in modo molto semplice, i bambini devono connettere le soluzioni ai problemi del territorio, per associare ad ogni fattore di rischio la sua possibile soluzione.

Tuttavia, non si tratta di informare i piccoli sulle soluzioni specifiche: l’obiettivo è quello di fare in modo che la popolazione, fin dalla tenera età, sappia riconoscere i rischi e metta in opera azioni immediate per evitarli.

In questo senso, si va oltre la cultura dell’emergenza, perché è un processo di vera educazione civica.

Non ci si deve “comportare bene” per prendere un bel voto o avere un qualsivoglia riconoscimento, ma solo perché così facendo si può proteggere la propria salute (e/o incolumità), quella degli altri e di tutto il territorio.

La zebra di Cotahuma spiega ai bambini cosa fare in caso di frana.
La zebra di Cotahuma spiega ai bambini cosa fare in caso di frana.

Le Azioni Immediate da Mettere in Opera in Casi Estremi

La parte finale del manuale riguarda l’insegnamento delle cose da fare nei casi improvvisi, quando cioè i bambini fossero coinvolti in un disastro naturale senza preavviso.

Ci sono regole generali che però devono adattarsi al particolare contesto.

Nello specifico, la zebra spiega ai due piccoli che in base alle caratteristiche del luogo, le alluvioni e le frane sono le due calamità più frequenti della zona.

In caso di alluvione, la zebra mostra come arrivare sulle zone più alte (il tetto) della scuola ed attendere i soccorsi. A tal proposito, il tetto della scuola in aree a rischio inondazione deve essere “predisposto” ad accogliere gli studenti nella massima sicurezza possibile.

In caso di frana, la cosa importante è allontanarsi seguendo direzioni precise, per fare in modo di arrivare in zree non coinvolte dalla frana.

Allo stesso modo, è importante non curarsi di recuperare oggetti o beni che possono ritardare questa operazione, perché “il bene più importante è la vita”.

Una counità ben organizzata può attuare provenzione e gestione dei rischi naturali al massimo livello, in qualsiasi condizione.
Una comunità ben organizzata può attuare provenzione e gestione dei rischi naturali al massimo livello, in qualsiasi condizione.

Ancora una Volta, Organizzarsi per Ogni Evenienza

Nella parte finale del manuale, la zebra di Cotahuma sottolinea ancora una volta l’importanza dell’organizzazione delle comunità di fronte al rischio di disastri naturali.

L’assegnazione di compiti e mansioni ai diversi componenti della comunità, in modo organizzato (come accade con i NUDECs, ma anche in modo meno articolato), è la base essenziale su cui costruire prevenzione e gestione dei rischi naturali.

Questo determina due importanti conseguenze: la prima è la necessità di aggiornarsi e di rimanere al passo con l’evolversi dei rischi, anche sulla base di fattori umani e climatici.

Inoltre, i cittadini si sentono più responsabilizzati e sanno che dalla loro preparazione dipende il futuro della comunità, intesa come salute, sviluppo locale e miglioramento della qualità di vita.

La preparazione diventa un teatro di inclusione sociale, partecipazione e coesione con effetti benefici sull'intera vita della comunità.
La preparazione diventa un teatro di inclusione sociale, partecipazione e coesione con effetti benefici sulla vita dell’intera comunità.

Quando la Prevenzione e la Gestione dei Rischi Diventa Coesione Sociale

Di fronte ai rischi di calamità naturale non ci sono distinzioni: questo è un “effetto collaterale” positivo della cultura dell’emergenza.

Nell’ultima immagine del manuale, la zebra di Cotahuma ci fa capire che rispettare i diritti del prossimo equivale a rispettare se stessi.

Il processo di partecipazione ed inclusione deve riguardare tutta la comunità, senza esclusioni, perché tutti condividiamo i medesimi spazi.

Le differenze sociali, culturali, religiose, possono a prima vista rappresentare un ostacolo alla comune partecipazione: in realtà è importante valorizzarle.

Anche perché, con la massima partecipazione e senza alcuna esclusione, è possibile ottenere un grande risultato in termini di efficacia e, soprattutto, di copertura del territorio.

La zebra di Cotahuma ci insegna molto: un programma di questo tipo merita di essere successivamente allargato, portato ad altre persone in un continuo circolo virtuoso.

Chi impara poi insegna e così via. Soltanto in questo modo, prevenzione e gestione dei rischi naturali porteranno un effetto positivo e misurabile sulla vita di tutti.

La zebra di Cotahuma insegna come fare prevenzione e gestione dei rischi naturali
Grazie, zebra, per il tuo impegno e l’esempio che dai!

Conclusioni

Il manuale con la zebra di Cotahuma rappresenta una miniera di informazioni non tanto per ciò che si trova scritto, quanto per il valore che bisogna attribuire a quanto presentato.

Prima di tutto, l’educazione all’emergenza che si rivolge agli studenti più giovani diventa una garanzia per il futuro: stimolando atteggiamenti responsabili, il livello di protezione di fronte alle calamità naturali aumenta automaticamente, senza bisogno di programmi speciali o grandi piani per la messa in sicurezza del territorio.

La prima linea della prevenzione è la comunità, che si deve organizzare sia in senso materiale (conoscenza dei rischi) sia in quello strutturale (compiti e mansioni da svolgere senza bisogno di ulteriori istruzioni).

In una società ideale, i principi del manuale vanno di pari passo con l’organizzazione tipica dei NUDECs, per un risultato di altissimo livello, in termini di protezione dai rischi.

Un altro aspetto essenziale del manuale della zebra di Cotahuma è l’invito alla conoscenza dei rischi specifici del territorio. Quanti, ad esempio in Italia, possono dire di conoscere esattamente questi rischi? E quanti sanno come comportarsi senza bisogno che arrivino istruzioni?

Disatri naturali ed emergenze sono due momenti diversi, mai si deve pensare che la fase di emergenza sia “a carico” esclusivo delle istituzioni: ancora una volta, è la comunità che deve fare la sua parte, prima di tutto.

La zebra di Cotahuma, in sintesi, ci vuole dire che è importante studiare, conoscere e poi applicare. In tempi di analfabetismo funzionale (indotto ed alimentato), questa è la “resistenza” più importante da mettere in opera, non certo solo per proteggerci dai disastri naturali.

Grazie zebra!